Le vecchie chiese di Vicenza: S. Stefano
- Palladian Routes

- 14 ott 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 3 mar
La prima certa notizia della chiesa proviene da una bolla di papa Urban III del 1186, inviata a Pastore (vescovo di Vicenza). La cappella di S. Stefano era una delle sette cappelle della città, rette da sette cappellani dipendenti dal capitolo della cattedrale.

Nel 1459 la chiesa, ormai fatiscente, fu demolita con la perdita di tutte le opere in essa contenute; nello stesso luogo venne costruita una nuova chiesa che venne presto arricchita da cappelle laterali, grazie anche ai lasciti di importanti famiglie come i Pagello, i Sex e i Capra.Grazie ai suoi possedimenti, la chiesa fu autonoma fino al 1595, quando il parroco don Girolamo Pisani rinunciò al suo diritto a favore dell’ordine religioso fondato da Gaetano Thiene.
Alla fine del Seicento la chiesa di S. Stefano, la più importante della città, risultò insufficiente ad accogliere il gran numero di fedeli.Si decise quindi di ricostruirla. L’architetto teatino Guarino Guarini fu inizialmente incaricato di progettare un edificio maestoso, spostando la facciata principale su Corso Andrea Palladio. Il Comune non autorizzò lo spostamento per l’eccessivo costo stimato.
Da Roma giunsero disegni per una chiesa meno imponente. Nel frattempo, i Teatini decisero di costruire una propria chiesa, abbandonando S. Stefano, la cui ricostruzione iniziò il 25 giugno 1695 sotto la direzione dell’architetto Carlo Borella.
Le enormi spese e le difficoltà economiche del Comune prolungarono la fine dei lavori fino al 1764.
Le truppe napoleoniche, giunte a Vicenza il 27 maggio 1797, saccheggiarono tutte le chiese; in S. Stefano trafugarono la famosa statua d’argento del santo, due grandi vasi e il parapetto d’argento. Furono fusi in verghe e inviati in Francia.
Nel 1895 venne costruita la grande cupola, che rese l’edificio il secondo più alto della città.La chiesa, chiaramente ispirata al barocco romano, presenta una bellissima facciata in pietra di Vicenza. Al centro del timpano spezzato è visibile lo stemma della città. Cinque statue ornano la facciata: i santi Stefano, Vincenzo e Gaetano, e le allegorie della Giustizia e della Sapienza.
L’interno è a navata unica con pareti in marmo. Quattro enormi archi sorreggono la grande cupola. Sulle pareti del presbiterio si trovano grandi dipinti di Maffei, Maganza, Palma il Vecchio, Tintoretto, Arrigoni e Chiesa.
Il tabernacolo è decorato con tre importanti tavole lignee di Giandomenico Tiepolo. Adriano Bevilacqua
S. Stefano a Vicenza è solo uno alcuni molti riflessi del patrimonio storico, culturale e artistico che vive e anima le nostre Terre Palladiane, dove abita Bellezza.
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Articolo aggiornato nel 2026




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