Andrea Palladio beveva lo spritz?
- Palladian Routes

- 11 gen 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 30 gen
Rinfrescante e beverino, lo Spritz - o come lo chiamiamo in Veneto “lo spriss” è ormai considerato il Re dei cocktail nel Nord Italia e non solo: col suo gusto delicato e la moderata gradazione alcolica è adatto in qualsiasi momento, durante un pasto, dopo una lunga giornata di lavoro e anche nelle serate di festa con gli amici.

Ma da dove ha origine questo aperitivo frizzantino?
C’è una storia su Venezia che scivola attraverso i secoli come un lieve aroma di vino e aria salmastra.
Il primo filo comincia nell’Arsenale, il cuore pulsante della Repubblica, dove volavano scintille dalle forge e le galere sorgevano dal legname come creature della laguna.Nel Cinquecento, La Serenissima era all’apice del suo splendore: uno Stato fatto di acqua e volontà, che governava isole, litorali e rotte commerciali con una sicurezza che sembrava quasi elementale.
Dentro quell’immenso alveare di lavoro, i maestri d’ascia — uomini temprati dal legno, dalle corde e dalla salsedine — godevano di piccoli privilegi in riconoscimento della loro arte.Uno di questi, quasi un rito segreto, consisteva in biscotti secchi e un bicchiere di vino addolcito con acqua di pozzo fresca.Un gesto semplice, ma portatore di un’inattesa grazia: il primo, tenue sussurro di ciò che oggi chiamiamo Spritz.
È facile immaginare Andrea Palladio, in pausa all’ombra di una delle sue ville ancora in costruzione, con un vino pallido e diluito tra le mani.Forse lasciava che la sua freschezza affinasse i pensieri, come una brezza che dà contorni più netti a un paesaggio.
Ma Venezia, come sempre, custodisce più di una storia d’origine.
Una seconda versione nasce qualche secolo dopo, sotto il dominio asburgico, quando i soldati austriaci si aggiravano nelle osterie veneziane alla ricerca di qualcosa che ricordasse casa.I vini bianchi locali erano vigorosi, maturati al sole, più forti di quanto fossero abituati a bere.Così chiedevano agli osti di spritzen — “spruzzare” — un po’ d’acqua frizzante nel bicchiere, smorzandone il fuoco.Un piccolo aggiustamento, quasi accidentale, eppure destinato a diventare un rito a sé.
All’inizio del Novecento, l’usanza aveva già messo radici profonde.I caffè cominciavano a sibilare per il getto dei sifoni di Seltz, rendendo effervescenti persino i vini più fermi.Così lo Spritz emerse da questo intreccio di secoli e culture:una bevanda nata da operai e soldati, da pozzi e osterie, dall’ostinata abitudine veneziana di trasformare la necessità in piacere.
Una alchimia luminosa, semplice — leggera nel bicchiere, leggera nell’aria — e un promemoria che talvolta le tradizioni più durature iniziano come nient’altro che un gesto condiviso all’ombra.
Lo spritz è solo uno dei molti riflessi del patrimonio storico, culturale e artistico che vive e anima le nostre Terre Palladiane, dove abita Bellezza.
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Articolo aggiornato nel 2026




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